Matteo Giuntini

Matteo Giuntini

A Culinaria collaborerà con lo chef Francesco Apreda Matteo Giuntini

Il mio lavoro nasce da un’ironica analisi introspettiva, dall’osservazione del mondo e di cio’ che lo circonda, focalizzandosi sul genere umano. Tutto inizia con la sincera banalita’ di una parola sentita, un fatto accaduto o da un brano ascoltato, lo mastico, lo ingoio, lo digerisco ed infine lo sputo, quello che ne viene e’ un racconto articolato e complesso fatto di colori deteriorati e di supporti consumati dal tempo, popolato da personaggi (eroi) privi di retorica e di ogni patina eroica, sconfitti spesso dalla vita e dalla loro stessa grandezza ed e’ per questo che nel mio immaginario prendono il nome di super-eroi senza fama. L’ intimità è la parola chiave dei miei ultimi lavori mi interessa scavare nel profondo dell ‘individuo e nel rapporto che ha o abbiamo con il nascosto, nei nostri piccoli o grandi segreti, con le nostre stanze, gli oggetti, l ‘erotismo e cosi via. Spesso ne vengono fuori situazioni o storie al limite del grottesco, dove l’ uomo o la natura con ironia si prende gioco di se stesso. Nel mio lavoro, che sia un lavoro pittorico o un installazione mi piace lasciare allo spettatore più vie di fuga o chiavi di lettura in modo che diventi lui stesso parte integrante dell’ opera stessa, un percorso che lui stesso può scegliere. Mi muovo su diversi supporti, dalla tela alla carta al legno, dalla scultura all’ installazione ecc, sento la necessità di non avere limiti espressivi sia come supporti che come tecniche o materiali, non amo le etichette, penso fortemente che la mia sia una necessità di espressione e che spesso non ho molto tempo per pensare dove e come rappresentarla, spesso è puro instinto, ed è questo che mi rende felice.