Why

Perché il tema del Futurismo? Perché vogliamo rivalutare dal punto di vista artistico un periodo storico caratterizzato da un grande fervore e da importanti innovazioni in diversi campi, tra cui appunto la cucina. E perché a 85 anni dal lancio del “Manifesto della Cucina Futurista” le idee che ne erano alla base si ritrovano in quelli che sono i cardini della cucina moderna.

L’abolizione del volume e del peso, il diverso modo di concepire e valutare il nutrimento, la sostituzione delle tradizionali miscele per sperimentarne di nuove e apparentemente assurde, il rifiuto del “quotidianismo mediocrista” nei piaceri del palato sono solo alcuni dei dettami di allora che trovano un riscontro nel presente e che sono destinati a segnare anche il futuro dell’arte culinaria.

“Mangiare con arte per agire con arte” sosteneva Marinetti. E noi, in questa Decima Edizione vogliamo stravolgere il classico, essere anticonformisti come i primi Futuristi, riproporre quel concetto di “Cibosofia” in cui odore, sapore, colore e forma rivivono in quelle che, un secolo fa, furono considerate ricette eccentriche ma che, in realtà volevano solo portare un nuovo ottimismo a tavola.

E proprio alla tavola, intesa come occasione di convivialità, allegria e consolidamento delle relazioni, i Futuristi dedicavano grande attenzione. Le regole da seguire? Armonia nel disporre i piatti, originalità assoluta delle vivande, abolizione dell’eloquenza e della politica.